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Valorizzare i prodotti di ogni territorio

Valorizzare i prodotti di ogni territorio

Salvaguardare l’agricoltura territoriale e la sua produzione per mantenere la biodiversità è una scelta che coinvolge il produttore e il consumatore attento.

L’agricoltura è per il nostro Paese un’importante risorsa economica, resa ancora più grande dalla varietà di prodotti di eccellente qualità garantita soprattutto dalle coltivazioni e dagli allevamenti biologici.

Queste pratiche permettono, infatti, di ottenere prodotti di grande qualità, valorizzando le tipicità locali che offrono sapori unici e rappresentano un incredibile patrimonio della tradizione e della storia di ogni territorio.

Salvaguardare l’agricoltura territoriale a favore della tipicità del prodotto

Il patrimonio agro-alimentare italiano vanta una vasta gamma di prodotti e sapori strettamente legati al territorio di provenienza, con caratteristiche organolettiche uniche e spesso inimitabili, frutto di una particolare commistione di clima, tecniche, varietà e saperi.

Le forme di tutela dei ‘prodotti locali’ (come la denominazione d’origine, il DOP e quella geografica tipica, l’IGP) possono essere considerate importati anche per la salvaguardia delle varietà storiche, consentendo sia la conservazione delle risorse che del paesaggio, e valorizzano il know-how locale, dando impulso ad esempio ai territori in crisi.

Il prodotto biologico permette di conservare questo patrimonio alimentare, tutelandone l’unicità e la particolarità. Sono proprio quel sapore e quella qualità tipiche di una zona ristretta a identificare un certo alimento, e proprio perché viene realizzato con metodi tradizionali e non industriali!

In sostanza, il sistema di produzione delle materie prime legate al territorio si distingue per l’alto livello di unicità e qualità.

Un prodotto è unico perché possiede le caratteristiche di un determinato luogo di produzione, si tratta delle condizioni legate alla natura del posto, alla tradizione del luogo, alle tecniche di produzione artigianali spesso legate a tradizionali tecniche agricole. Tutto questo può già conferire al prodotto finito un gusto un sapore unico.

Un prodotto è di qualità grazie all’agricoltura biologica. Sarà anche più sano e coltivato grazie a valori etici e sociali come il rispetto per ambiente, territorio e vita degli animali in allevamento.

L’unicità e la qualità dei prodotti locali riducono la dipendenza dalle varietà standardizzate e favoriscono   la diversità alimentare e la promozione di varietà storiche e dimenticate.

Produzione biologica del territorio significa…

  • Incoraggiare l’economia locale e l’occupazione in una regione, perché consumando prodotti di produttori locali, si favorisce il commercio;
  • Partecipare alla creazione di un legame sociale tra agricoltori e cittadini perché il mercato è un luogo amichevole dove si incoraggiano gli scambi;
  • Promuovere la qualità degli alimenti perché l’agricoltura biologica favorisce le varietà locali e rustiche. Offre alla nostra curiosità frutta e verdura dimenticata (pastinaca, rutabaga, topinambur), cereali e legumi (farro, miglio, lenticchie bionde) che sono scomparsi dal mondo del “mangiare convenzionale”;
  • Sostenere gli agricoltori che hanno fatto la scelta di coltivare nel rispetto dell’Uomo e dell’Ambiente.

L’agricoltura moderna punta sul bio e sulla territorialità

Prodotti del territorio

L’alimentazione e l’agricoltura plasmano il paesaggio, creano ricchezza e occupazione, danno servizi. Tutto questo ricade sul territorio. Per questo la coltivazione, soprattutto biologica, è una delle leve per valorizzare un territorio.

Sono proprio i consumatori l’ago della bilancia. La spinta è l’attenzione sempre più forte verso un’alimentazione sostenibile, a prodotti del territorio e provenienti da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

Per questo l’agricoltura bio moderna ha come obiettivo l’esaltazione della territorialità con tutte le specificità e caratteristiche.

Deve puntare su misure e pratiche di coltivazione legate al territorio di appartenenza. Le tecniche produttive devono essere capaci di fornire un supporto al mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio ambientale.

Deve ridurre l’impatto ambientale e garantire un minor consumo del suolo e delle risorse a esso legate, dovuto all’opera dell’Uomo, limitando anche l’antropizzazione dello stesso territorio.

E deve favorire la biodiversità. Cioè tutelare le varietà di specie autoctone grazie anche all’aiuto di agricoltori consapevoli e piani nazionali e internazionali di politiche agrarie.

Esperienze territoriali riproducibili

Avviare un’esperienza biologica porta vantaggi innegabili anche agli attori principali, cioè i contadini. Che si tratti di iniziare a produrre una particolare varietà di farina biologica o di convertire un allevamento intensivo in uno a terra, ogni iniziativa nell’ambito del bio consente all’agricoltore di valorizzare al meglio la propria produzione, di diversificare, aumentando e garantendo così il proprio reddito e rendendo la sua azienda agricola più resistente ai cambiamenti del mercato.

A volte c’è chi arriva alla conversione all’agricoltura biologica partendo da quella tradizionale, altre si parte da zero, inseguendo un sogno ‘bio’. Il comune denominatore è però sempre quello di offrire al consumatore un alimento migliore.

Le politiche agricole in Europa

Politiche agricole territoriali

Anche a livello politico c’è maggiore attenzione alla territorialità e alla tipicità. Se la prima forma di Politica Agricola Comune (PAC) introdotta a livello comunitario aveva il solo scopo di agevolare la realizzazione di attività agricole e per farlo, garantire rendite adeguate agli agricoltori e mantenere prezzi equilibrati per i consumatori, negli anni si è trasformata. Si è adattata alle nuove esigenze europee: maggiore attenzione al territorio e alla biodiversità.

Così le politiche agrarie UE e nazionali puntano ad un maggiore rispetto dell’ambiente: ecco che la sostenibilità ambientale, insieme alla salvaguardia dell’ambiente, diventano due fattori condizionanti per ottenere le agevolazioni europee.

In sostanza il bio è amico del territorio, perché preserva la biodiversità, garantisce la qualità del prodotto locale e nazionale, e permette all’agricoltura di arrivare a sostenere le esigenze economiche e imprenditoriali della comunità e dei lavoratori.

Obiettivi delle politiche agricole internazionali

Gli obiettivi, unitamente alla valorizzazione del territorio e della biodiversità, sono molteplici e sintetizzabili in questi tre punti:

  • settore agricolo competitivo, equo e compatibile con l’ambiente;
  • metodi produttivi sicuri e di qualità;
  • tutela delle comunità agricole.

La biodiversità agricola e le norme che la rappresentano

Nasce a tutela della biodiversità agricola e alimentare la legge n. 194 del 2015 che fornisce nuovi strumenti «per la tutela delle risorse genetiche autoctone o in via di estinzione».

Questa legge definisce le risorse genetiche locali nel settore agroalimentare e stabilisce i criteri e i principi per l’istituzione di un sistema nazionale che tuteli e valorizzi la biodiversità.

Nasce nel 2018 un programma comunitario che ha uniformato la normativa pubblicando il documento Biodiversità agricola.

Cos’è l’anagrafe nazionale della biodiversità

L’Anagrafica nazionale della biodiversità pubblicata nel 2018 dal Mipaaft è un elenco di tutte le risorse genetiche vegetali, animali o microbiche soggette a rischio di estinzione. L’elenco di tutte le strutture sia locali che nazionali il cui compito è di conservare la biodiversità delle diverse specie seguendo indicazioni ministeriali si trova nella Rete nazionale della biodiversità.

All’interno del portale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Turismo si la banca dati che riporta tutte le risorse genetiche alimentari e agrarie e che ne monitora la conservazione.

Il Fondo per la tutela della biodiversità che stanzia 500.000 euro annui, istituito dalla legge 194, è stato ideato a supporto degli agricoltori che svolgono la loro attività seguendo i criteri di legge e che quindi operano con sementi e varietà vegetali iscritte nel registro dell’Anagrafe nazionale della biodiversità.

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