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Il biologico contro lo spreco alimentare

Il biologico contro lo spreco alimentare

Zucca, cavolfiori, finocchi, cachi… come possiamo usare frutta e verdura autunnali? E con gli scarti, cosa possiamo fare?

“Prendete la zucca, sbucciatela, togliete i filamenti interni e i semi, tagliatela a cubetti”. Quante ricette con la zucca riportano questa dicitura, ma vi siete mai chiesti cosa buttiamo realmente quando scartiamo la buccia, i filamenti e i semi di questo ortaggio? Avete mai pensato al motivo per cui lo facciamo? È perché non è commestibile, è solo una questione di abitudine o è invece è la paura della presenza di pesticidi?

Perché lo butto

La prima volta che ho cominciato a farmi queste domande era una sera di quindici anni fa, stavo preparando dei carciofi e dopo averli ben puliti, così come avevo imparato a fare, ho realizzato che quello che avrei buttato era maggiore in peso rispetto a quello che avrei mangiato. Da quella sera mi sono fatta le stesse domande con ogni frutto e ortaggio che ho consumato, sperimentando quanto possano essere buone e sorprendenti queste parti che solitamente scartiamo. Le stesse domande le ho fatte anche a tante persone che ho incontrato.

L’idea che mi sono fatta dopo aver intervistato centinaia di persone è che non c’è un vero motivo per cui lo facciamo, non si tratta di qualcosa di razionale ma nella maggior parte dei casi è un riflesso di quello che abbiamo imparato, osservato, di quello che continuiamo a vedere nei programmi televisivi, leggere nei libri. L’abitudine a buttare le parti esterne di un prodotto è radicata quanto irrazionale e proprio per questo difficile da cambiare.

Acquistando prodotti biologici ad esempio la paura dei pesticidi è infondata ma nonostante questo risulta difficile mettere in discussione le vecchie cattive abitudini.

Verdure autunnali biologiche

Se prendiamo ad esempio i tipici ingredienti autunnali come funghi, zucca, cavolfiore, broccolo, finocchio, sedano, cachi, mele, pere, la cosa più interessante è che di questi prodotti mediamente scartiamo il 50%: le bucce, i gambi, le foglie esterne, i torsoli.

Dei funghi scartiamo la parte finale del gambo e spesso parte del cappello; della zucca la buccia, i filamenti e i semi; del cavolfiore le foglie e il torsolo, del broccolo il gambo; del finocchio le foglie esterne e i ciuffi verdi; del sedano le foglie e le parti apicali, di cachi, mele e pere bucce e torsoli.

 

Si tratta in genere delle parti più esterne, le più fibrose ma anche quelle in cui la pianta concentra maggiormente le proprie difese contro le aggressioni esterne, che si traducono in una maggiore concentrazione, rispetto al resto del prodotto, di fitocomposti.

I fitocomposti, che per le altre specie sono repellenti, per noi sono invece un vero toccasana che rafforza e protegge il nostro organismo. È così che imparando a usare queste parti che solitamente scartiamo possiamo valorizzare al meglio i benefici dei prodotti che acquistiamo senza disperderne le proprietà, senza sprecarne parti che oltre a essere salutari possono diventare anche molto buone. Fate la spesa di prodotti biologici di stagione, sperimentate come usare tutto della zucca, compresa la buonissima buccia, ricca di antiossidanti e fibre, cuocetela ad esempio a vapore nel microonde condita con paprika e curcuma, tagliatela quando sarà ammorbidita e servitela come contorno.

Azzerare gli sprechi
Le bucce delle verdure biologiche

Con il biologico possiamo azzerare lo spreco

L’utilizzo delle parti che solitamente scartiamo ci permette di contribuire attivamente alla riduzione degli sprechi e ci fa risparmiare facendoci compensare abbondantemente il piccolo costo aggiuntivo che spesso il biologico ha rispetto ai prodotti convenzionali.

Non sottovalutate poi il fatto che se mediamente di frutta e ortaggi scartiamo il 50% questo significa che se impariamo a usare il 100%  ne raddoppieremo la resa, avremo quindi necessità di acquistare prodotti in minore quantità. Le tecniche per usare queste parti sono quelle che già conosciamo, così come gli strumenti.

È utile sapere che le foglie e le altre parti più esterne sono quelle che appassiscono prima e per questo è meglio cominciare proprio da queste nel cucinare il prodotto. Se ad esempio acquistate un cavolfiore, cucinate per prime le foglie esterne. Queste foglie sono croccanti e leggermente piccanti, sono ricche di folati e fibre. Potete cucinare come fossero bietole o cime di rapa, provate ad esempio a tagliarle a cubetti, cuocerle a vapore per 5 minuti e quindi farle saltare in padella con aglio, olio e peperoncino, servitele su  pane croccante o usatele come condimento per un primo e raddoppierete i benefici di questo cavolo che ha del miracoloso.

Scegliere prodotti biologici diventa quindi anche un’importante opportunità per prendersi cura di se stessi e del proprio benessere facendo anche la scelta migliore per la tutela dell’ambiente.

Attivista e scienziata ambientale, autrice di 6 volumi sull’alimentazione e la cucina sostenibile. Vincitrice del premio Top Green Influencer 2019 per l’area Food. Instancabile sperimentatrice per la lotta allo spreco e stili di vita a basso impatto ambientale.