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Pescaturismo e ittiturismo: le esperienze legate al mare

Ittiturismo, pescaturismo o acquiturismo? Sono molte le possibili esperienze legate all’acqua: passare le vacanze in una località di mare non significa infatti solo spiaggia, abbronzatura e tuffi!
Con un pizzico di curiosità per quello che ci circonda, immergiamoci nelle attività dei pescatori locali, scopriamo la vita di mare e dei corsi d’acqua, e impariamo a godere del patrimonio marino e costiero del nostro Paese.

Come già riportavamo in un articolo sul turismo gastronomico, una delle conseguenze del periodo di lockdown è che molti italiani e italiane passeranno le loro ferie nella Penisola e/o faranno gite in Italia.

E se è vero che la bella stagione e le temperature si associano bene al fresco del mare, è anche vero che esistono alternative forse non molto conosciute che consentono un’esperienza diversa dell’ambiente marittimo. Stiamo parlando di pescaturismo, ittiturismo e acquiturismo, ovvero tre prospettive differenti ma complementari sul mondo dell’acqua, che però hanno lo stesso obiettivo: promuovere la conoscenza del patrimonio biologico, paesaggistico e socio-culturale della pesca (e dell’allevamento). Tutte e tre vanno così ad arricchire il ventaglio delle offerte legate a un tipo di turismo ecologico e inesplorato.

Andiamo a vedere più nel dettaglio ognuna di queste modalità, sottolineandone caratteristiche e pregi.

Il pescaturismo

Il turismo cambia perché cambiano i bisogni dei turisti, che sempre di più hanno il desiderio di tornare a casa con esperienze e non solo souvenir: si tratta del cosiddetto turismo esperienziale, grazie al quale il turista che “spizzica” il posto da visitare diventa viaggiatore più consapevole di ciò che lo circonda e si sente, almeno temporaneamente, partecipe delle attività legate alla meta delle proprie vacanze. In fondo, non c’è souvenir più duraturo del tornare a casa avendo compreso e imparato qualcosa di nuovo.

pescaturismo Almaverde Bio

Il pescaturismo è un primo esempio perfetto di questo turismo esperienziale: passare una giornata “al largo” per conoscere l’ambiente costiero, pranzare con le molte varietà del pesce appena pescato, e scoprire paesaggi e posti solitamente nascosti ai più: tutto questo non solo è possibile, ma è proprio la base per parlare di pescaturismo!         

Il pescaturismo è una forma di attività turistica che integra la pesca artigianale, e consente ai pescatori di ospitare i turisti a bordo dell’imbarcazione da pesca e mostrare loro le attività di pesca professionale, ed è senza dubbio uno strumento di supporto al reddito dei pescatori.
Possono esercitare attività di pescaturismo gli imprenditori ittici singoli o riuniti in cooperative e consorzi, in possesso di un’imbarcazione da pesca e della relativa licenza. L’imbarcazione, poi, deve essere a sua volta dotata di tutte le attrezzature necessarie per la sicurezza.

Si possono prenotare gite da “pescaturisti” durante tutto l’anno, ma bisogna sempre considerare che per una giornata in mare aperto le condizioni meteorologiche devono essere favorevoli. E chi può farlo? Tutti! È un’idea simpatica per una comitiva di amici, come anche l’occasione per dare nuova linfa alla tradizionale vacanza al mare passata in famiglia.

Ittiturismo

Vivere una vacanza vivendo davvero la costa significa anche approfondire aspetti dell’ambiente costiero che altrimenti rimarrebbero celati, scoprendo quello che il mare ha da insegnare per bocca di maestri d’eccezione come i pescatori che, accanto al pescaturismo, a volte propongono esperienze sulla “terra ferma”.
Offrire ospitalità nelle proprie case o nei borghi marinari, progettare attività ricreative e didattiche, nonché la fornitura di beni e servizi, contribuendo così a sottolineare l’importanza della dimensione socio-culturale nel mondo della pesca: tutto questo rientra nella definizione di ittiturismo, una modalità complementare al pescaturismo di cui sopra ma che può svilupparsi in modo del tutto indipendente.
Altro elemento qualificante di questo “pacchetto” è la ristorazione a base del pescato che viene cucinato dagli stessi pescatori e/o imprenditori ittici: è la ciliegina sulla torta che non deve assolutamente mancare per fare un’esperienza della costa e del mare a 360 gradi!

ittiturismo

Acquiturismo e acquacoltura

Infine, l’acquiturismo è l’insieme delle varie attività volte alla promozione e valorizzazione degli ecosistemi acquatici e delle risorse dell’acquacoltura, che riguarda l’allevamento e la produzione di pesci, crostacei e molluschi in ambienti confinati e controllati dall’uomo, che possono essere peschiere, vivai o valli da pesca a seconda delle caratteristiche.

Come vale per la pesca, anche l’acquacoltura può essere sostenibile e produrre benefici sia all’ambiente che a noi; bisogna che gli allevatori facciano attenzione alla protezione dell’habitat e alla conservazione della biodiversità, al benessere animale (tramite allevamenti a bassa densità, adeguati ricambi delle acque, qualità dei mangimi). Serve inoltre un monitoraggio forte sull’impiego di sostanze chimiche, antibiotici e ormoni.
Bisognerebbe impegnarsi, con uno sforzo sia da parte della società civile che delle istituzioni, per incentivare un’acquacoltura che rispetti i prerequisiti essenziali dal punto di vista ambientale, della scelta delle specie allevate, e della salute umana.

Pesce? Sì, grazie, ma sostenibile!

Come consumatori, quindi, anche noi possiamo fare la nostra parte e sicuramente dobbiamo porci alcune domande quando acquistiamo il pesce: in primo luogo, sarebbe ottimo iniziare a privilegiare quei pesci provenienti da allevamenti estensivi, dove le varie specie possono crescere e riprodursi senza apporti nutritivi da parte dell’uomo: in questo le etichette sono sempre un alleato prezioso.
Si può fare la “scelta giusta” già al momento dell’acquisto, scegliendo prodotti ittici sostenibili, sia per quanto riguarda il pescato che per il pesce di allevamento.
Alcune etichette riportano ad esempio la dicitura MSC per il pescato (marchio del Marine Stewardship Council) e ASC per quello allevato (marchio dell’Aquaculture Stewardship Council), e anche la certificazione biologica può essere un indicatore importante per decidere cosa mettere nel nostro carrello della spesa.

pesce biologico

Ad esempio, la scelta del pesce surgelato Almaverde Bio, già pulito e pronto da cuocere, proviene da allevamenti biologici dove viene osservato il pieno rispetto tanto dell’ambiente quanto dell’animale, e dove vengono seguite tutte le normative europee sui prodotti biologici.
Si tratta infatti di allevamenti a bassa densità, dove il pesce riceve un’alimentazione a base di mangimi certificati e senza utilizzo di antibiotici preventivi, sostanze chimiche e ormoni di sintesi, e dove vengono svolti con continuità controlli microbiologici sulla eventuale presenza di metalli pesanti, pesticidi o inquinanti ambientali.