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buone abitudini per la salute e l'ambiente

Buone abitudini che fanno bene alla salute e all’ambiente

Consapevolezza, è la parola sulla quale ho basato la mia vita e l’educazione di mio figlio. Consapevolezza di ciò che si è e delle scelte che si fanno, ogni nostra decisione ha delle conseguenze su di noi, sugli altri e anche sull’ambiente.

Ho imparato che le regole, se vissute in maniera naturale, non sono mai imposizioni, non sono mai decaloghi da appendere alla porta e da ripetere a memoria. Sono dentro di noi, come un qualcosa di acquisito attraverso quel che viviamo ogni giorno nella nostra quotidianità.

Le buone abitudini della nostra famiglia fanno star bene noi e l’ambiente che ci circonda. Per noi e per Andrea non è un qualcosa di lontano, anzi, lo viviamo nel nostro quotidiano.

L’elemento natura ci accompagna ogni giorno, che sia attraverso le passeggiate nella nostra verde Brianza, che sia attraverso la cura del nostro giardino, o grazie alla fortuna per Andrea di poter vivere l’esperienza della vita della scuola nel bosco.

Credo sia più facile assumere degli atteggiamenti e delle buone abitudini che migliorino il tuo stile di vita e che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente, se grazie alla tua quotidianità ti senti parte di esso.

Le nostre buone abitudini iniziano la mattina, il rubinetto mentre laviamo i denti è sempre chiuso “perchè le risorse della Terra non sono infinite e bisogna preservarle” è la risposta che diedi ad Andrea quando me lo chiese, da piccolino. Da allora non me l’ha più chiesto, credo semplicemente gli sia sembrata una risposta plausibile e quindi ha fatto sua questa regola senza necessità di ulteriori spiegazioni.

Buone abitudini per l'ambiente

Cerco di fare la spesa insieme ad Andrea, perchè è un momento in cui si trasferiscono ai bambini delle scelte fondamentali per il proprio benessere e per l’ambiente. Ogni volta è una piccola lezione, abbiamo iniziato dalle motivazioni per cui scegliamo prodotti biologici, spiegandogli quali sono i principi a cui si ispira il sistema produttivo biologico.

Un sistema basato sulla passione e il rispetto per l’uomo e l’ambiente, in armonia con gli equilibri naturali. Gli abbiamo spiegato di come, nell’agricoltura biologica, non vengano utilizzate sostanze chimiche di sintesi e organismi geneticamente modificati.

Gli ho spiegato che il nostro benessere inizia dalle scelte sullo scaffale del supermercato, e ha imparato a scegliere i prodotti biologici, grazie alle certificazioni che sa riconoscere sulle confezioni. Oggi è un aiutante provetto, un prezioso e divertente compagno per me che mi diverto a sentire i suoi commenti mentre mi aiuta.

Per noi scegliere prodotti biologici è naturale perchè, sia io che Alessandro, proveniamo da due famiglie che hanno un forte legame con la terra.

Dai miei bisnonni che erano agricoltori, a mio nonno che mi ha tramandato la cultura dell’orto e dei prodotti a km0 fino ad arrivare a nonno Gigi, il papà di Alessandro, che ogni estate ci regala i preziosissimi frutti del suo orto.

Avere a disposizione un orto, seppur piccolo, avvicina le persone alla consapevolezza del ciclo della natura, a capire che vi sono prodotti stagionali e cercare di rispettare, anche a tavola, la natura.

Scegliamo biologico anche nella spesa al supermercato, facendo molta attenzione alle etichette e privilegiando quelle realtà che da sempre seguono principi etici che contraddistinguono le tecniche di produzione biologica.

Sapere cosa mettere sulla propria tavola è fondamentale per uno stile di vita sano, ma è anche un percorso per conoscere sempre nuovi alimenti, per sperimentare e imparare cose nuove.

Da anni abbiamo abbandonato anche l’acqua in bottiglie di plastica, e questo è un tema sul quale Andrea, proprio in questi giorni, continua a tornare spesso.

Ciò che probabilmente non gli torna è il concetto che “la plastica non si consuma mai e dura in eterno, inquinando il pianeta”, così come glielo spiego io.

Come potrebbe essere d’altronde che una bottiglia di plastica possa inquinare il pianeta se lui, sia all’asilo che a casa, si impegna per fare la raccolta differenziata? “Da quella mia plastica nascono altri prodotti utili per le persone.” Allora gli dico che non tutta la plastica viene riciclata, che molte persone non fanno la raccolta differenziata, ecc.

La spesa biologica o a km0 è un buon punto di partenza, ma ci sono altre piccole scelte quotidiane che incidono sulla nostra salute ma anche sul pianeta. Ecco cosa facciamo, nel quotidiano, per utilizzare meno plastica possibile:

  • facciamo la spesa utilizzando le nostre buste di stoffa;
  • beviamo acqua in bottiglie di vetro (spesso utilizziamo l’acqua del distributore del nostro paese);
  • ricicliamo i vasi di vetro per conservare i nostri alimenti in dispensa;
  • scegliamo lunch box e borracce, anche per l’asilo, in metallo, vetro e bamboo;
  • utilizziamo pellicola in cera d’api biologica e riutilizzabile anzichè la pellicola trasparente per alimenti.

In Brianza, almeno dove vivo io, l’auto è fondamentale, i mezzi di trasporto sono spesso distanti e per raggiungerli si ha comunque necessità di un mezzo proprio. Credo che in molti paesini in tutta Italia la situazione sia più o meno questa. Con alcune mamme del paese e dell’asilo ci siamo ispirate a quei principi di cooperazione dei nostri nonni e abbiamo organizzato dei turni per portare i bambini alle attività extra asilo. Una scelta di cui tutte le famiglie che hanno aderito sono più che soddisfatti grazie ai tanti risvolti positivi: insegniamo ai nostri figli il senso di comunità e di cooperazione, gli trasferiamo l’importanza di utilizzare l’auto con criterio, perchè sono altamente inquinanti per il nostro ambiente e abbiamo riscontrato che i bambini si sentono molto più autonomi, liberi di essere se stessi senza avere sempre la propria mamma vicino.

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini, rimanendo in tema “utilizzo consapevole dell’auto”, io quindi cammino. Cammino per andare a fare la spesa in fattoria, per andare a prendere Andrea all’asilo (che si macina 5 km per tornare a casa senza battere ciglio). Cammino in una Brianza dove le distanze non aiutano, dove vi sono salite e discese che una volta mi avrebbero spaventato e fatto pensare che non ce l’avrei mai fatta. Invece è tutta una questione di allenamento e organizzazione e pian piano mi sono accorta che lasciare l’auto è diventato davvero naturale per me. Una scelta che mi dà anche la possibilità di godermi lo spettacolo della natura della mia Brianza e con un effetto benefico sul mio sistema cardiovascolare e sull’ambiente.

Molte sono le scelte che ogni giorno ci troviamo a fare e che possono avere impatti differenti sull’ambiente e sul nostro benessere. Che poi, se ci riflettete, le due cose vanno di pari passo. È quando ci si rende conto di questo che noi siamo parte di un tutto con la natura, che le nostre decisioni vanno in un solo senso. Almeno per noi, ricordando le parole dei nostri nonni, è stato così.

Fondatrice di Chizzocute. È cresciuta in campagna, in un ambiente rispettoso della terra e degli animali, il suo stile di vita non poteva che basarsi su principi legati ai valori etici con i quali è stata allevata. Si occupa di digital marketing e vive in Brianza con il marito Alessandro, il figlio Andrea di 5 anni e il bassotto Billy di 9.