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Quando la tradizione guarda al futuro: innovazione nella agricoltura biologica

Elevati standard qualitativi, tecnologie a basso rischio, sostenibilità: da dove arriva e dove ci porterà l’agricoltura biologica.

I

sistemi di agricoltura biologica offrono soluzioni promettenti e innovative alle sfide che l’uomo è chiamato ad affrontare nel settore alimentare.

In 30 anni questo nuovo modo di fare agricoltura si è consolidato e ha permesso di soddisfare le richieste dei consumatori in rapida crescita per prodotti sani e naturali, migliorando nel contempo i redditi di chi lavora nel settore agricolo e creando nuovi posti di lavoro.

E non solo. Il suo ruolo si riflette anche sulla società, perché ha creato un miglioramento in termini di protezione ambientale, benessere animale e sviluppo delle specie vegetali.

Infine, le innovazioni connesse alle pratiche bio hanno permesso a tutta la produzione alimentare di progredire verso una maggiore sostenibilità, con elevati standard qualitativi e utilizzando tecnologie a basso rischio.

Ora l’agricoltura biologica si prepara a nuove sfide per reggere il confronto con i cambiamenti globali: una popolazione mondiale in crescita, una natura sempre più impoverita delle sue risorse naturali, un cambiamento climatico più veloce e preoccupante.

Agricoltura biologica: da dove arriva e dove ci porterà

L’agricoltura é strettamente connessa a problematiche di grande interesse e deve risolvere enormi problemi mondiali:

  • è chiamata a far fronte alla crescente domanda di produzione alimentare e di fibre tessili generata dall’aumento della popolazione;
  • deve rispettare la necessità di un minore consumo energetico per le sue attività produttive;
  • in un mondo in cui la natura è in pericolo deve continuare a contribuire alla salvaguardia del suolo, alla tutela della biodiversità e della fertilità;
  • davanti all’esaurimento delle risorse naturali è necessario che sfrutti meno fonti naturali possibili;
  • per affrontare il cambiamento climatico deve puntare su diversità e resilienza.

Nessuno di questi temi può essere affrontato se non passando dall’agricoltura e dall’allevamento.

È dunque nell’interesse di tutti – e non solo di una parte di consumatori consapevoli – investire nella ricerca per sviluppare e migliorare l’agricoltura biologica e l’intero settore degli alimenti biologici.

Altrettanto importanti sono la necessità di garantire il benessere dei lavoratori e degli animali, il buon governo e la necessità di consumatori informati e indipendenti, in grado di prendere decisioni sulla qualità e la diversità dei loro alimenti.

Per far chiarezza e capire quanto le tecniche agrarie possano condizionare la nostra vita sulla Terra cerchiamo di fare il punto sui metodi di coltivazione:

  • coltivazione tradizionale
  • produzione integrata
  • biologica
  • biodinamica

Questo ci serve per comprendere dove siamo oggi e dove dobbiamo dirigerci per vincere le sfide globali che attendono l’uomo nei prossimi anni.

L’agricoltura tradizionale

L’agricoltura tradizionale è stato il motore dello sviluppo economico dell’umanità… nella seconda metà del ‘900 obiettivi comuni di questa forma di sfruttamento delle risorse del terreno erano:

  • aumentare i profitti economici
  • soddisfare l’ampia richiesta alimentare
  • ridurre i costi di manodopera

Per raggiungerli si è iniziato uno sfruttamento intensivo che ha puntato all’aumento delle quantità prodotte per unità di superficie, ricorrendo alla meccanizzazione offerta dai progressi tecnologici.

I vantaggi ottenuti sono stati ottimi in termini di quantità e di conseguente vantaggio economico. Ma lo sfruttamento agricolo intensivo ha, come sappiamo, portato a risultati negativi per l’ecologia del sistema agricolo e dell’ambiente in generale.

Si è corso allora ai ripari e negli ultimi decenni si è cercato di contrastare e limitare i danni: ad esempio riducendo i pericolosi accumuli di sostanze dannose nel terreno e nelle falde acquifere sottostanti e diminuendo i danni sugli insetti utili e sull’ambiente in genere. È nata così l’agricoltura integrata.

Agricoltura integrata

L’agricoltura integrata è un sistema agricolo di produzione attualmente in uso, attuato cercando di limitare l’impatto ambientale e riducendo al minimo il ricorso a mezzi tecnici che abbiano un effetto negativo sull’ambiente o sulla salute dei consumatori.

Questa tecnica colturale parte da un maggior rispetto del suolo per evitarne l’impoverimento. E lo fa attraverso metodi come:

  • rotazione delle colture, selezionando le varietà al tipo di terreno;
  • utilizzo più razionale delle macchine agricole;
  • uso appropriato dei fertilizzanti, controllandone tempi e modalità d’impiego.

L’agricoltura integrata può rappresentare un compromesso tra quella convenzionale e quella biologica.

Le normative che regolano questo tipo di pratica oggi sono di carattere regionale e non hanno delle linee guida generali a livello nazionale o europeo. Vengono piuttosto regolate su base territoriale.

L’agricoltura biologica

L’agricoltura biologica lavora in armonia con la naturale fertilità del suolo senza utilizzare metodi di sfruttamento dannosi per l’ambiente. Il terreno viene dunque sfruttato seguendo il suo ciclo naturale di vita.

Promuove la biodiversità delle specie autoctone ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi e fitosanitari prodotti da processi industriali) e OGM (organismi geneticamente modificati).

Si basa su alcune pratiche di coltivazione da attuare nel rispetto delle varietà vegetali e del benessere animale, limitando l’impatto sull’ambiente.

Dal momento che sono vietati l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti sintetici e gli OGM, ecco che tecniche più comuni della produzione biologica sono:

  • scelta di specie vegetali e animali adatte all’ambiente e per questo più resistenti alle malattie;
  • pratica della rotazione delle colture, ovvero alternare la coltivazione di piante che migliorano la fertilità del terreno con piante che lo impoveriscono sottraendo elementi nutritivi;
  • utilizzo di letame e concimi organici come il compost, una miscela di terra, resti vegetali e cenere di legna, per aumentare la fertilità naturale del suolo;
  • allevamento del bestiame all’aria aperta, nutrendolo con foraggio biologico;
  • salvaguardia degli insetti utili, antagonisti dei parassiti;
  • pratica della pacciamatura, per coprire il terreno con fieno o erba fresca così da proteggerlo dagli sbalzi termici;
  • pratica del sovescio, ovvero la semina di alcune piante che, una volta fiorite, vengono interrate per fertilizzare il terreno e proteggerlo dall’erosione.

Agricoltura biodinamica

L’agricoltura biodinamica si fonda sui principi condivisi dallo studioso austriaco Rudolf Steiner. Nel 1924 diversi agricoltori, allarmati dal degradarsi continuo della fertilità del terreno e della qualità di alcuni elementi, chiesero allo scienziato austriaco una soluzione.

Quello che Steiner fornì loro fu innanzitutto un insieme di indicazioni generali utili ad affrontare il problema, ma anche un punto di vista relativamente nuovo per lavorare quotidianamente in armonia con l’ambiente: la terra è un organismo vivente e per lavorarla bisogna mettersi in sintonia con le leggi della natura e riconoscere l’agire delle forze spirituali e materiali nelle manifestazioni naturali.

L’agricoltura biodinamica è regolata da un sistema di garanzie fornite da certificazioni private, come ad esempio la certificazione Verdèa Agricoltura Biodinamica.

Il biologico del futuro

L’attenzione riposta al mercato del biologico – e con esso non intendiamo solo il settore degli alimenti, ma anche i prodotti per la cura del corpo, il tessile, la cosmesi ed il settore della salute – ha fatto sì che le università e le amministrazioni si interessassero a questo trend economico e sociale, supportando la ricerca e lo sviluppo di nuove tecniche all’avanguardia. Tecnologie che possano agevolare e migliorare la coltivazione o l’allevamento biologico.

L’International Federation of Organic Agricolture ha recentemente indicato in alcuni documenti (Fonte: IFOAM, dicembre 2009, Visione per il futuro della ricerca sull’agricoltura biologica entro il 2025) quali sono le sfide dell’agricoltura biologica nel prossimo futuro e come la ricerca debba trovare soluzioni in questa direzione:

  • tutelare la fertilità naturale del terreno;
  • non generare inquinamento con l’uso delle tecniche agricole;
  • ridurre il più possibile l’impatto ambientale su acque, terreni e aria;
  • offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi;
  • fornire alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficienti al fabbisogno.

Questi obiettivi riflettono in realtà le sfide globale che l’uomo dovrà affrontare nei prossimi decenni, per quanto riguarda l’ambiente (mitigazione o adattamento ai cambiamenti climatici, gestione del suolo e delle acque, biodiversità e stabilità ambientale), il problema dell’alimentazione (necessità di una produzione sostenibile di alimenti di alta qualità per una popolazione sempre più numerosa), e lo sviluppo rurale e il benessere degli animali.

E l’agricoltura biologica è in grado di affrontarle e vincerle.

Il biologico è un concetto d’avanguardia

Produrre bio non è un concetto conservativo, slegato e distante dalle nuove tecnologie. Porta dentro di sé un cuore di tecnologia e di ricerca all’avanguardia.

Il futuro porterà cambiamenti radicali che coinvolgono la ricerca di soluzioni a grandi questioni sociali e ambientali che oggi gravano sul nostro pianeta.

Tecniche innovative per aumentare le produzioni

Le innovazioni sono necessarie per affrontare le sfide degli operatori del biologico nel quotidiano e per rispondere alle necessità di sostenibilità ambientale, economica e sociale a lungo termine della società.

Soprattutto, è necessario il supporto di una tecnologia in grado di rimediare alla mancanza dell’uso di prodotti chimici di sintesi, e quindi in grado di aiutare a risolvere i problemi correlati alla fertilizzazione, agli antiparassitari e infestanti, alla salute animale.

Tecnologia all’avanguardia in supporto

Per quanto riguarda l’agricoltura sono stati inseriti, ad esempio, alcuni strumenti pratici come i test del suolo, che monitora il corretto equilibrio dei nutrienti nel terreno e controlla la presenza di parassiti e malattie al fine di aumentare e gestire gli insetti e i microorganismi più utili.

Gli studi sul comportamento animale e sui metodi agro-ecologici ed etologici miglioreranno invece la produzione agricola e zootecnica, diminuendo il divario di rendimento tra il biologico e i sistemi convenzionali, e garantendo però il benessere degli animali.

Ad aiutare il coltivatore e l’allevatore bio arrivano anche le tecnologie intelligenti:

  • robot, droni, tecnologie informatiche e di comunicazione, agricoltura di precisione…
  • smart breeding di colture e bestiame con strumenti di selezione assistita da marcatori per il miglioramento genetico delle piante e degli animali e rinunciando agli OGM.

 

Normativa europea 2021

La nuova normativa europea in materia di prodotti biologici sarà in vigore dal 1 gennaio 2021 ed intende «garantire una concorrenza leale per gli agricoltori, prevenendo la frode e mantenendo la fiducia dei consumatori» (Fonte: Comunità europea). Questi sono i filoni seguiti:

Solo una ricerca realmente innovativa potrà fornire degli strumenti adatti a rispondere a queste aspettative e a queste sfide, e riuscire a cogliere le opportunità che si presenteranno.

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