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Consumare il latte fa bene o male? La verità su latte e latticini

Il latte è tendenzialmente associato a sinonimo di crescita e sviluppo, soprattutto durante l’infanzia. Ad esso sono però legati vari miti che possono creare dubbi. Quindi, il latte fa bene o male?

Per consuetudine sappiamo che bere latte ci fa bene, ma negli ultimi anni la quantità di informazioni fuorvianti disponibili online è aumentata notevolmente. Sempre più spesso, non solo per questioni etiche e scelte alimentari personali, ci si chiede se il latte faccia bene o male alla nostra salute.

 

bicchiere in vetro con latte e biscotti al cioccolato

Il latte fa bene o fa male?

Vediamo quindi quali sono le più comuni tesi a favore e contro il consumo di latte per capire se bere il latte fa bene o male. Il latte e i latticini sono da sempre presenti nelle più comuni diete e in particolare nella dieta mediterranea. L’essere umano ha introdotto il latte e i suoi derivati nella propria dieta quando ha imparato ad addomesticare gli animali da allevamento.

Il tempo relativamente recente (in termini di evoluzione) in cui il latte è stato introdotto nella dieta degli esseri umani è uno dei fondamenti delle tesi contro il consumo di latte. Secondo queste tesi, infatti, il nostro intestino non si sarebbe completamente adattato a completare la digestione dei componenti del latte, rendendolo un alimento sconsigliato.

Un’altra ragione a supporto della tesi per cui il latte sarebbe da evitare è che l’uomo è l’unico essere vivente a consumare latte in età adulta. L’essere umano è l’unico mammifero a consumare latte dopo l’età dello svezzamento e sempre secondo queste tesi, questo dovrebbe farci capire quanto esso non sia completamente adatto alle nostre esigenze nutrizionali.

A supporto di queste osservazioni viene citata l’alta percentuale di persone intolleranti al lattosio. Secondo i dati i AILI (Associazione Italiana Latto-Intolleranti), in Italia circa la metà della popolazione soffre di intolleranza al lattosio, soprattutto nel Sud Italia.

Queste tesi, insieme ad altre che cercavano di correlare il consumo di questo alimento a varie tipologie di cancro, non sono state avvalorate dalla ricerca scientifica. Come spiegato dalla Fondazione Umberto Veronesi, impegnata soprattutto allo studio sull’insorgenza di tumori, il latte e i latticini possono avere effetti positivi sulla nostra salute.

Per esempio, il calcio e la vitamina D svolgono un’azione protettiva per la prevenzione del tumore al seno (per le donne sopra i 45 anni) e del tumore al colon-retto. Tuttavia, le ricerche riportate dalla Fondazione, riportano l’importanza di assumere questi due nutrienti da fonti con bassi valori di acidi grassi ed essendo sicuri di non assumere quantità troppo elevate degli stessi.

Il latte fa bene anche a chi pratica sport. Come confermato da una ricerca pubblicata su Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism del Canadian Science Publishing, bere latte o mangiare un suo derivato può migliorare il recupero e aumentare la massa dei muscoli.

 

il latte fa bene o male a seconda della propria tolleranza al lattosio

 

Quanto latte si può bere in un giorno?

Se da un lato quindi la ricerca afferma che bere latte fa bene, bisogna però rispettare le dosi consigliate dalle linee guida giornaliere. Secondo la Fondazione Umberto Veronesi, per ottenere i benefici del latte, andrebbe assunto in una quantità compresa tra 2 o massimo 3 porzioni da 125ml di latte e/o yogurt in un giorno. Invece, per quanto riguarda i formaggi, sono consigliate due porzioni settimanali da 100g di formaggio fresco o 50g di formaggio stagionato. Chiaramente si tratta di raccomandazioni generali, da mettere in relazione con il proprio specifico stile di vita e tenendo sempre a mente che l’importante è non eccedere nelle quantità.

Intolleranza al lattosio: cos’è e come sostituire il latte

Chi è contro il consumo di prodotti caseari pone l’intolleranza al lattosio come punto favorevole alla propria tesi. Ma da dove deriva l’intolleranza al lattosio e perché ad alcune persone il latte fa male?

Digerire il lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte, è opera dell’enzima lattasi. Dopo l’età dello svezzamento, circa dopo i due anni di vita del bambino, la quantità di questo enzima va a diminuire. Si tratta, però, di un enzima inducibile attraverso il consumo di latticini. Smettere quindi di consumare latte o latticini può portare problemi nella loro digeribilità.

Per chi è intollerante al latte, il lattosio arriva nel colon dove fermenta producendo gonfiore. Nei casi in cui vi è un sovraccarico di questo zucchero potranno presentarsi episodi di diarrea. Spesso la propria sensibilità al lattosio aumenta dopo gastroenteriti e sindrome del colon irritabile.

È opportuno differenziare l’intolleranza al lattosio – diagnosticata con il Breath Test – dall’allergia alle proteine del latte. Mentre la prima evidenzia una carenza di lattasi e si presenta maggiormente negli adulti, la seconda risulta essere più complessa e grave nelle sue conseguenze come reazioni cutanee o persino shock anafilattico.

Fortunatamente, chi ha di queste necessità, può trovare facilmente prodotti delattosati (senza lattosio) dove il lattosio viene scisso già in galattosio e glucosio oppure pillole di lattasi. Anche lo yogurt è più digeribile rispetto ad altri latticini e può essere consumato con frutta e cereali (prova la nostra ricetta di yogurt con basilico e lamponi).

In aggiunta, le bevande vegetali, i formaggi stagionati e il Kefir, possono essere delle buone alternative. Se vuoi scoprire di più su quest’ultimo, leggi il nostro articolo su che cos’è il Kefir e scopri come consumarlo con le nostre ricette con il Kefir di latte.

 

yogurt con frutta, una valida alternativa per gli intolleranti al latte

 

Un ulteriore prodotto alternativo, sia in caso di intolleranza e per chi segue una dieta selettiva (veganismo), sono le bevande vegetali. I valori nutrizionali cambiano in base alla materia prima da cui vengono prodotte. Bevande a base di soia, avena, mandorla sono solo alcune tra quelle disponibili nei supermercati. Importante è valutare un prodotto senza troppi zuccheri e grassi come la nostra bevanda vegetale bio So di Buono a base di mandorla, anacardi e avena.

 

Bevanda vegetale so di buono che fa bene come alternativa al latte

Le caratteristiche nutrizionali del latte

Per capire se il latte fa bene o male, dovremo valutare attentamente il valore di grassi al suo interno. Il quadro nutrizionale può cambiare, a seconda dell’animale munto o in base al livello di scrematura della bevanda stessa. L’uomo munge, in ordine crescente di grassi, mucche, capre, bufale e pecore. In base al quantitativo di grassi troviamo le bevande intere, parzialmente scremate e scremate.

Come riportato da Assolatte e dall’Humanitas Research Hospital, bere latte non solo fa bene alle ossa, ma è un alimento completo. Ricco di nutrienti come grassi, zuccheri e proteine. Non solo, al suo interno troviamo minerali e vitamine come il calcio, fosforo, zinco, vitamine del gruppo B e D.

Il latte rappresenta un ottimo alimento per iniziare la giornata, provalo con i nostri cereali da colazione.

Pur avendo caratteristiche comuni fra di loro, ogni tipologia di latte ha valori nutrizionali specifici in base alla fonte. Vediamo di seguito una tabella riassuntiva con i valori nutrizionali dei vari tipi di latte:

 

Descrizione NutrienteValori per
100 g di latte vaccino
Valori per 100g di latte caprinoValori per 100g di latte di pecoraValori per 100g di latte di bufalaValori per 100g di Bevanda Vegetale AlmaverdeBio
Acqua (g)87.086.382.781.2
Energia (kcal)647610311455
Energia (kJ)268320430475231
Proteine (g)3.33.95.34.51.8
Lipidi (g)3.64.86.98.52.7
Colesterolo (mg)111011NDND
Carboidrati disponibili (g)4.94.75.25.15.4
Zuccheri solubili (g)4.94.75.25.12.3
Fibra totale (g)00001.1

 

Il latte biologico: cosa cambia esattamente?

Sempre più consumatori scelgono di acquistare elementi con l’etichettatura biologica, ma in cosa si contraddistingue il latte biologico, e fa bene o male? Un prodotto è considerato biologico se, durante la sua coltivazione o produzione, non si utilizzano sostanze come pesticidi, concimi chimici o OGM. Bisognerà nutrire gli animali da allevamento con mangimi anch’essi bio.

 

mucca in un allevamento biologico che può produrre latte biologico

 

Si arriva a una questione etica: negli allevamenti biologici vi è un grandissimo focus sul benessere degli animali, perché pascolano in spazi aperti e sono curati senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi. Una scelta migliore per l’ambiente e per gli animali quindi, con alcune differenze nei valori nutrizionali del prodotto finale come evidenziato dall’Associazione Italiana Lattiero Casearia. Tra latte biologico e non biologico, avremo meno grassi saturi nel primo rispetto al secondo, più grassi mono e polinsaturi e vitamina E, ma lo stesso patrimonio proteico.

Fonti: